piciLa pasta della vacanza 2015 di Arcobaleno in Toscana, non l’abbiamo cucinata ma mangiata in abbondanza. Per fare il sugo d’ocio (che altro non è che il maschio dell’oca) si procede come per un classico ragù. In una casseruola mettete poco olio evo (l’ocio è già grasso di suo) e fate rosolare gli odori tritati (sedano, carota e cipolla). Si aggiunge la carne d’ocio tritata (se vi piacciono unite anche i fegatini) e sfumate con del vino bianco. Allungate con del brodo e quindi aggiungete pomodoro e concentrato. Salate e cuocete per almeno due ore a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare. Cuocete a parte i pici che poi saltate in padella con il sugo, quindi cospargete con abbondante pecorino toscano o parmigiano di quello buono. Goduriosa!