OMAGGIO Ai CUOCHI

Potrebbe sembrare che una sezione di ricette poco ci azzecchi con una associazione di volontariato. In realtà non è così. Sedersi a tavola in compagnia di amici e mangiare qualcosa di buono (col vino di Nonno Riccardo ovviamente) è una cosa che ha caratterizzato Arcobaleno nel corso degli anni.

Tante persone si sono alternate ai fornelli per preparare e cucinare tanti piatti, a  volte venuti buonissimi, a volte buoni, a volte “quando hai fame mangeresti di tutto …”.

Si è sempre cercato di fare del nostro meglio e questo è quello che conta. Queste sono alcune delle tante ricette che abbiamo preparato, altre seguiranno, e molti avranno da dire sugli ingredienti usati e sui modi di preparazione: avete ragione ma non importa, così le abbiamo fatte, così le abbiamo mangiate e così vogliamo raccontarle.

Grazie di cuore a chi ha dato una mano dietro i fornelli, pelando e affettando, facendo la spesa o allestendo gli spazi e servendo ai tavoli. E grazie a tutte le persone che hanno apprezzato quello che abbiamo preparato.

SPAGHETTI AL SUGO DI TRE POMODORI

spaghetti pomodoro Gennaro EspositoHo visto una sera in televisione un cuoco napoletano spiegare come faceva lui il sugo al pomodoro, per condirci poi degli spaghetti. Ci sono a cena un po' di volontari e decido di mettere in tavola una bella cofana di spaghetti con il sugo come lui lo ha fatto. Ricetta semplice, roba da tutti i giorni, ma con alcune piccole differenze ... Sarà diversa dalla solita pasta al pomodoro?

Il sugo si prepara facendo brasare una bella cipolla di tropea tagliata fine unita ad un paio di spicchi di aglio e un bel po' di olio evo, poi si aggiungo dei pomodori pachino tagliati a metà (primo pomodoro), si fanno appassire e quindi si aggiunge del concentrato (secondo pomodoro) e infine degli ottimi pelati (terzo pomodoro). Sale, un po' di zucchero e dell'acqua se serve. Si lascia quocere per una mezz'ora schiacciando alla fine i pelati. A fuoco spento si unisce il basilico fresco spezzettato e si condiscono gli spaghetti (io ho usato i n. 5 di Rummo). Si versa nella cofana e si cosparge di parmigiano reggiano di quello buono. Quindi si va all'assalto.

Vedere le persone che si contendono il sugo rimasto a furia di "scarpette" è una soddisfazione.

INSALATA PANTESCA

insalatapantesca

Cena di fine anno, ci saranno come ospiti gli amici 'sidecaristi' per cui saremo sicuramente più di cento ... Si decide di preparare delle orecchiette con pomodoro, ricotta e basilico e delle porchette da servire fredde con un'insalata ... Già, ma quale? Che sia buona, fresca e colorata, ci diciamo  ... Leggo per caso nel web di questa 'insalata pantesca', tipica dell'isola di Pantelleria ... Ok, aggiudicata!

Noi ne abbiamo preparata tanta, ma veramente tanta e per gli ingredienti siamo andati un po' a occhio ... Per 4 persone direi: 4 patate medie (cotte a vapore), una ventina di olive nere, una manciate di capperi di Pantelleria, due cipolle di Tropea, olio evo rigorosamente siculo, origano e timo freschi, basilico, sale. Mescolate per bene e lasciate riposare per qualche minuto in modo che si amalgamino i sapori.

Veramente ottima.

COTECHINO DI NONNO RICCARDO

cotechinoQuesta è una ricetta veramente molto ma molto semplice. Si prende il telefono, si chiamma Nonno Riccardo e gli si chiede se può fare i cotechini. Fine.

Noi di Arcobaleno lo abbiamo fatto tante volte, molto spesso per le cene di Natale, unito alla polenta (che fa lui ovviamente) o a purè di patate o altro. Se siete abituati a quelli che si comprano al supermercato difficilmente riuscirete a mangiarli ancora dopo aver assaggiato i suoi. Ho visto gente mangiare una fetta, poi due, poi tre, poi quattro, poi ... Dolci, morbiti, infinitamente goduriosi. Grande Nonno Riccardo!

TORTA RIPIENA DI MELE E CANNELLA

Dopo la tarte al cioccolato e il pasticciotto leccese forse la mia preferita. Preparate una doppia dose di pasta frolla (400 gr di farina 00, 200 gr di burro, 200 gr di zucchero semolato, 2 tuorli e 2 uova intere, un pizzico di sale), avvolgetela nella pellicola trasparente e ponetela in frigorifero a riposare per un apio d’ore. Nel frattempo pelate e tagliate a pezzetti 4/5 mele (granny smith o renetta) e saltatele in padella con un poco di zucchero, del burro e della cannella in polvere. Ricoprite la teglia imburrata con la pasta frolla, bucherellate il fondo e cospargetelo di biscotti secchi sbriciolati (aiuteranno ad assorbire i succhi della mela), versateci le mele e ricoprite con un disco fatto con l’altra metà della pasta frolla. Sigillate bene, sforacchiate pure questo in modo che esca il vapore e l’umidità e cospargete di zucchero, che renderà croccante e friabile la superficie. Mettete in forno pre riscaldato a 190° per una cinquantina di minuti. Goduriosa!

CROSTATA DI MARMELLATA E MANDORLE

crostata mandorleLa crostata di marmellata, forse il più classico dei dolci casalinghi. Qui arricchita con l'utilizzo delle mandorle. Ricetta della pasta frolla by Maurizio Santin, un guru della pasticceria. Fatta in parecchie occasioni e mai che ne fosse avanzato un pezzo ...

Mettete in una ciotola (o nella planetaria o nel mixer) 200 gr di farina 00, 100 gr di burro ammorbidito, 100 gr di zucchero semolato, 50 gr di farina di mandorle, un pizzico di sale, un tuorlo e un uovo intero (sceglietene di belle grosse che devono compensare l'aggiunta della farina di mandorle) e amalgamate il tutto. Una volta ottenuto un impasto omogeneo avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo a riposare in frigo un paio d'ore almeno (questo aiuta il burro e la farina a legarsi). Tolto dal frigorifero stendete l'impasto in una teglia imburrata, sforacchiatelo con una forchetta e distribuite la marmellata (albicocche, fragole, fichi, arance ...) e coprite con le mandorle tagliuzzate che daranno ulteriore croccantezza. Decorate con la pasta frolla in eccesso. Mettete in forno pre riscaldato a 190° per circa 40 minuti.

Togliete dal forno e guardatevi attorno ... Se vedete il Ghidotti non avete scampo! Se la pappa tutta!

MACCHERONI AL RAGU’ DI AVANZI

maccheroniQuesta è una storia a parte. Vacanza 2013 a Piobbico ... Avevamo cucinato uno spezzatino misto manzo e maiale e c’erano stati parecchi scarti perché la carne non era delle migliori, diciamo così … Che fai, li butti tutti sti scarti? Ma manco per niente … Ripuliti e battuti al coltello si è deciso di destinarli ad un classico sugo di carne. Tagliuzzata la cipolla assieme a sedano e carote e sgranata la luganega eravamo pronti a mettere tutto nel pentolone. Una trentina le persone a tavola quella sera di fine giugno in vacanza nelle Marche. Nel frattempo che si taglia e sminuzza, decidiamo di farci uno spuntino con l’ultimo pezzo di Jabugo, un pata negra ‘cinco jotas’, praticamente il miglior prosciutto crudo che uno possa sperare di mangiare, e rimane li a guardarci quello che non avevamo osato ingollarci: un grosso, succulento e dolcissimo pezzo di grasso. Che si fa, si butta pure questo? Non se ne parla nemmeno … Si batte al coltello pure lui e lo si usa come base per il ragù. Sedano, carota e cipolle, unita la carne, la salsiccia, del vino bianco, i pelati, sale e pepe, tre ore dopo era pronto un sugo che ancora ci ricordiamo. Piatti abbondanti, con tanto parmigiano reggiano (sempre quello del Mario, ovviamente). Meno male che c’era il bis … Ricordo le lacrime del Ghidotti quando ha mangiato l'ultimo maccherone. Credo abbia detto che voleva sposarmi …

PASTA CON PEPERONI, POMODORO, PANNA E MAGGIORANA

Ricetta adatta a cene in cui gli ospiti siano tanti, parecchie decine di persone nel nostro caso (eravamo un centinaio) perché viene bella mantecata grazie alla panna. Lavare e tagliare a pezzetti i peperoni, gialli e rossi, e arrostirli in padella con olio evo e sale. Lasciateli da parte. Preparare quindi un classico sugo di pomodoro (pelati, cipolla, olio evo e sale), quindi unite peperoni e abbondante maggiorana, fresca o essiccata a seconda della stagione. Unirvi la pasta (corta tipo penne o mezze maniche) e mantecare con della panna fresca. Servire spolverando di parmigiano reggiano. Successo sicuro.

AMATRICIANA

amatricianaIl classico dei classici. Capita che un volontario porti da Amatrice un guanciale che dice “mangiami mangiami” assieme ad un pecorino che non aspetta altro che essere grattugiato su degli spaghetti, che un altro abbia della salsa fatta da mammà, che ci sia una cena per una trentina di persone da preparare ed ecco che il primo piatto è già deciso … Tagliare il guanciale a striscioline e farlo soffriggere con un poco di olio evo (guai a chi aggiunge cipolla), sfumare con del vino bianco e aggiungere la salsa di mammà (meglio sarebbero i pelati, diranno i sapientoni), sale e un poco di peperoncino e lasciare cuocere per una decina di minuti. Scolare gli spaghetti e passarli direttamente nella pentola del sugo per mantecarli. Servire con abbondante pecorino. Facile no?

Propongo il premio Nobel all'inventore dell'amatriciana.

CARBONARA DI PEPERONI GIALLI

carbonara peperoneE’ la classica carbonara, ma al posto dell’uovo utilizzate una salsa di peperone giallo. Mettete i peperoni in forno per un’oretta girandoli un po’ di volte e quando cotti pelateli ricavando i filetti di polpa. Frullateli con olio evo e sale. Quindi soffriggete della pancetta tesa tagliata a striscioline (o del guanciale) con olio evo e cipolla rossa (so che qualcuno sta inorridendo), fateci saltare gli spaghetti quindi mantecate con la salsa e abbondante pepe nero. Spolverante con parmigiano e pappateveli.

P.S. per il Presidente: gialli, i peperoni devono essere gialli! No Isa, rossi non è la stessa cosa …

GNOCCO FRITTO

gnocco frittoQui va reso omaggio alla Maria (e per diritto ereditario a sua figlia Cristina) che da un ammasso di acqua e farina riesce a tirar fuori una poesia. Riporto la ricetta classica (per circa una ventina di gnocchi fritti): 25 grammi di strutto, 200 grammi di farina, 1 cubetto di lievito di birra, acqua tiepida quanto basta, sale, strutto per friggere (oppure olio di oliva). Si scoglie il lievito in poca acqua tiepida e si impasta con la farina, lo strutto e il sale in quantità a piacere. Una volta formato un impasto compatto, si forma un panetto e lo si mette a riposare per 45 minuti sotto un panno di cotone. Si stende quindi la pasta abbastanza sottile e la si taglia a rombi o a quadrati o cerchi, insomma, un po’ come volete.
Si scalda l’olio o lo strutto e, quando è a temperatura, si tuffano gli gnocchi e si lasciano friggere fino a quando non si gonfiano e iniziano a prendere un bel colore dorato. Si sgocciolano per bene, si passano sulla carta assorbente e si servono ancora caldi con salumi, formaggi o semplicemente al posto del pane. Una droga!

RISOTTO CON SPECK, ZAFFERANO, ZUCCHINE E FIORI DI ZUCCA

risotto speckQuesto è un tentativo di copiare una ricetta di un bravissimo cuoco, Aristide De Vita, ora 'emigrato' a Ginevra in un ristorante stellato.

(per 4 persone) – Cena di Natale a Cascina resta 2011

Ingredienti - 280 gr. di riso Baldo o Carnaroli - 100 gr di speck - un paio di cipollotti freschi – due zucchine piccole - olio extravergine di oliva - un bicchiere di vino bianco secco - brodo vegetale - 2 bustine di zafferano (o pistilli) - una noce di burro – parmigiano reggiano - una decina di fiori di zucca.

Preparazione - Soffriggere in una casseruola il cipollotto tagliato a fettine assieme allo speck tagliato finemente a dadini, aggiungere il riso e farlo tostare. Bagnare con il vino bianco, farlo evaporare e portare il riso a cottura, versando piano piano il brodo vegetale bollente. A metà cottura unire anche lo zafferano in polvere sciolto in poco brodo. A cottura quasi ultimata unire la parte esterna delle zucchine tagliate a dadini. A fine cottura aggiustare di sale e aggiungere i fiori di zucca tagliati grossolanamente. Togliere dal fuoco e incorporare il burro e il parmigiano reggiano e mantecare. Far riposare il risotto per 2 minuti coperto quindi servire. Diciamo che assomigliava a quello dell'Aristide ...

FILEJA CALABRA CON SUGO DI ‘NDUJA

filejaPreparate l’estintore! Sugo calabrese doc, la facciamo come secondo primo in una cena di Natale, una sorpresa extra menu per chi ama le sensazioni forti … Chissà se gradiranno. Soffriggete un bel po’ di cipolla di tropea in olio evo, unite la salsa di pomodoro o i pomodorini freschi e dopo una decina di minuti abbondante ‘nduja (sapete tutti cos’è, vero?), una volta cotto fateci saltare la pasta, preferibilmente fileja calabra (sono quei fusilli freschi di grano duro che fanno arrotolando la pasta su di un filo di ferro, da cui il nome) e ricoprite di pecorino, parmigiano se non lo avete. Se la 'nduja e doc, alla terza forchettata comincerete a piangere e domandarvi perché la state mangiando, cercando disperatamente un estintore … Ma non potrete farne a meno. Per uomini veri. Hanno gradito!

RISOTTO ALLA MILANESE

risotto milaneseCena dei volontari 2009, il classico dei classici, per un milanese.

Non credo sia necessario spiegare questa ricetta, ma non si sa mai.

Sbucciate e tritate finemente la cipolla, fatela appassire a fuoco basso in una casseruola con il burro e il midollo di bue precedentemente sciolto e purificato dai grumi di sangue. Aggiungete il riso e lasciatelo tostare fino a quando non diventerà traslucido, bagnate con il vino e, mescolando, lasciatelo evaporare completamente. Versate un mestolo di brodo bollente e portate a cottura il riso, aggiungendo altro brodo solo quando il precedente è stato completamente assorbito. Mescolate spesso. Quando il riso è quasi cotto sciogliete lo zafferano in polvere o in pistilli (meglio) in poco brodo e unitelo al risotto. Se necessario aggiustate di sale. Continuando a mescolare spegnete la fiamma, incorporate il burro e il parmigiano reggiano mescolando energicamente, coprite e fate riposare per un paio di minuti. Guarnite con i pistilli di zafferano e servite in tavola.

PASTA CON PESTO DI AGRUMI

pesto agrumiUn po’ complicata e non adatta a grandi quantitativi l’abbiamo preparata per una cena tra volontari. L’originale prevede l’uso di linguine, quindi usate questo tipo di pasta. Preparare il pesto di agrumi frullando con olio evo della polpa di arancia (rigorosamente tarocco), buccia di arancia (solo la parte esterna), capperi dissalati, mandorle, basilico e un pizzico di sale. Fateci saltare le linguine una volta cotte e guarnite poi con delle striscioline di melanzana fritta (la pelle e poca polpa), pinoli tostati e ricotta di modica al forno grattugiata (si, lo so che è difficile da trovare …). Copyright Filippo La Mantia, chef siculo che più siculo non si può.

RISOTTO PRIMAVERA

risotto primaveraCena dei volontari, chef con 38 di febbre speranzoso nell'effetto della tachipirina.
Prepariamo questo risotto rifacendoci alla ricetta di Arrigo Cipriani. Gli ingredienti sono il riso (Baldo o Carnaroli), burro, parmigiano reggiano grattugiato, zucchine, peperoni rossi, peperoni gialli, porri, carote, cipolla rossa, punte di asparagi, qualche manciata di piselli, vino bianco secco, brodo vegetale, sale q.b.

Preparate le verdure (zucchina, peperone rosso, peperone giallo, porro, carota, cipolla rossa, asparagi e piselli) tagliandole in piccoli pezzi e fatele saltare in padella con dell’olio evo inserendole in base al loro tempo di cottura, salandole. Nel frattempo fate tostare il riso con dell’olio evo e sfumatelo con il vino bianco, quindi cominciate ad aggiungere il brodo poco per volta mescolando sempre. A cottura quasi ultimata regolate di sale e aggiungete le verdure. Togliete dal fuoco e mantecate con forza unendo il parmigiano reggiano e il burro. Coprite e lasciate riposare per un paio di minuti, quindi servite guarnendo con erbe fresche (timo, un ciuffetto di rosmarino o altro).

GRICIA CON CIPOLLE DI TROPEA

griciaSiamo in vacanza nelle Marche presso l'Agriturismo Ca’ Serrantonio, piove da tre giorni e il morale è un po’ sotto i piedi. Io, Maurizio e Concetta ci guardiamo per capire cosa preparare per cena … Boh! La fantasia scarseggia … Poi vediamo la treccia di cipolle di Tropea appesa al muro e un guanciale che ‘suda’ sul tagliere. Ok, si parte ... Affettiamo le cipolle finemente, il guanciale a striscioline e soffriggiamo il tutto in olio evo. Siamo in 35, ce ne vuole parecchio. Ci buttiamo dentro la pasta al dente (mezze maniche rigate) e inondiamo di parmigiano reggiano del Mario, cioè di quello buono. Tutti hanno gradito, peccato non ci fosse il bis.

Questa è stata la prima di 50 Sfumature di Gricia ...

RISOTTO CON GAMBERI E BISQUE DI GAMBERI

risotto gamberiPiatto un po' gourmet ma di grande effetto. Lo abbiamo preparato per una cinquantina di amici di Silvia e Sebastiano a Cascina Resta (che bei ricordi ...), era la vigilia di Natale 2012.

Pulite i gamberi, tenete tre code per commensale da parte e sminuzzate le altre. Mettete da parte i carapaci per la bisque. Tagliate a fettine sottili il cipollotto e soffriggetelo in olio evo aggiungendo un poco di brodo se necessario, quindi unite i gamberi tritati, poi il riso che farete tostare e sfumare con del vino bianco secco. Aggiungete del brodo (di pesce se lo avete o di verdura ma leggero) un poco alla volta e portate a cottura. Spegnete e mantecate con dell’olio evo aggiungendo del prezzemolo tritato finemente. Quindi servite il riso guarnendo con le code di gambero brevemente saltate in padella, una grattata di pepe e decorate con la bisque.

La bisque, questa sconosciuta ...

Rosolare bene in una casseruola sedano, carota e cipolla tagliati a pezzetti in olio extra vergine di oliva, quindi aggiungere i carapaci, il concentrato di pomodoro e fate tostare. Sfumare il tutto con cognac, lasciate evaporare l'alchool e unite un po' di riso che darà amido come addensante . Coprite con acqua fredda (meglio ghiaccio). Lasciar cuocere a fuoco lento schiumando di tanto in tanto per circa 40 minuti. Salare, pepare e passare tutto al passaverdura. In una padella lasciar ridurre la bisque fino alla densità desiderata.

MALLOREDDUS ALLA CAMPIDANESE

malloreddusCena di Natale, cucina dell'oratorio San Carlo e 165 persone sedute a tavola … Panico! Che si fa? Chi lo fa? Ci vuole un primo che piaccia a tutti e che tra il primo e l’ultimo piatto che servi non diventi una colla da manifesti. Il gnocchetto sardo è la risposta! Col classico ragù alla campidanese, una ricetta intramontabile (e anche ricordo dell’”Agriturismo Arcobaleno” in Sardegna, per chi c’era in quella vacanza …).

Per il sugo abbiamo utilizzato una padella in cui ci potevi fare il bagno e cotto 14 kg di malloreddus che per mantecarli ci voleva una betoniera.

Soffriggete della salsiccia sgranata e della pancetta tesa tagliata a striscioline (se non trovate la salsiccia sarda, ovviamente), unite la cipolla tritata finemente e il pomodoro, meglio pelati che salsa. Salate e pepate e lasciate cuocere. A cottura ultimata unite lo zafferano e del basilico fresco, poi i malloreddus cotti al dente e mantecate (noi eravamo in tre a farlo …). Servite nei piatti spolverando di pecorino, rigorosamente sardo. Da applausi.

PICI AL SUGO D’OCIO

piciLa pasta della vacanza 2015 di Arcobaleno in Toscana, non l’abbiamo cucinata ma mangiata in abbondanza. Per fare il sugo d’ocio (che altro non è che il maschio dell’oca) si procede come per un classico ragù. In una casseruola mettete poco olio evo (l’ocio è già grasso di suo) e fate rosolare gli odori tritati (sedano, carota e cipolla). Si aggiunge la carne d’ocio tritata (se vi piacciono unite anche i fegatini) e sfumate con del vino bianco. Allungate con del brodo e quindi aggiungete pomodoro e concentrato. Salate e cuocete per almeno due ore a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare. Cuocete a parte i pici che poi saltate in padella con il sugo, quindi cospargete con abbondante pecorino toscano o parmigiano di quello buono. Goduriosa!

RISOTTO CON LA ZUCCA

risotto zuccaCena di halloween a Cascina Resta 2010, la zucca la fa da padrone.

Preparate innanzitutto il brodo vegetale con sedano, carote, cipolla e sale q.b. Tagliate a dadini la zucca e fatela cuocere con poco olio in un tegame antiaderente per una decina di minuti aggiungendo un poco di brodo se necessario. Fate sciogliere il burro (una grossa noce) con la cipolla ben tritata (passatela nel mixer se preferite) unendo del brodo per farla stufare. Unite il riso e fatelo tostare rigirando di continuo per non farlo attaccare. Unite il vino bianco e fatelo sfumare. Salate il riso. Unite gradualmente il brodo bollente, sempre continuando a girare e non lasciando mai il riso asciutto. A circa metà cottura del riso unite la zucca cotta (metà intera e metà frullata a crema). Proseguite la cottura con il brodo. A cottura ultimata regolate di sale il risotto e toglietelo dal fuoco, aggiungete il parmigiano grattugiato e il burro, quindi mantecate per bene e servite.

RISOTTO CON LE QUAGLIE

risotto quaglieWeekend dei volontari a Castione della Presolana. Casa parrocchiale con sala da pranzo con vista diretta sulle cime innevate, bellissima. La sera si decide per un menù semplice, antipasti vari e piatto unico: risotto con le quaglie! Un classico.

Ma c’è un piccolo problema … Siamo in 37 e calcolando due quagliette a testa la cosa si fa complicata. Partiamo con il ‘lardellamento’ delle quaglie con della pancetta tesa, prepariamo le pentole per rosolarle con olio e burro e si parte. Saliamo e pepiamo e una volta rosolate le bagnamo con del vino bianco, poi aggiungiamo del brodo di carne e le portiamo a cottura con la pancetta che nel frattempo è diventata bella croccante. A parte prepariamo il risotto: soffritto di scalogno, riso carnaroli, vino bianco secco, brodo di carne un po’ alla volta fino a cottura. Poi si spegne e si manteca con burro e parmigiano reggiano. Impiattiamo il riso e ci mettiamo nel mezzo due quagliette con la loro pancetta e quella puccina che sai che è veleno per il tuo fegato ma chi se ne frega. Buona spelucchiatura!

SPEZZATINO MARENGO

marengoStoria triste quella dello spezzatino alla Marengo. In cucina siamo in tanti perché a pranzo ci saranno più di 160 persone, siamo nella cucina dell’oratorio San Carlo si comincia impartendo i compiti, ognuno ha qualcosa da fare, modello ristorante stellato. Alla pelatura delle cipolle borettane e rosse (15 kg in tutto) ci va il buon Cristian, che si siede sul bancone assieme alla sua Rosy e cominciano a pelare e a piangere. A qualcuno viene in mente che nel baule ha ancora una maschera da sub dimenticata dopo le vacanze al mare, è la salvezza.

Oggi Cristian non c’è più, una malattia se lo è portato via veramente troppo presto. Quel giorno pelava e rideva e pelava e piangeva … Speriamo non ci siano cipolle dove è adesso.

Comunque, per lo spezzatino serve della buona carne di manzo, tante cipolline borettane, dei funghi (champignon o cardoncelli), olio, alloro, vino bianco, concentrato di pomodoro, brodo di carne, sale e pepe quanto basta. Rosolata la carne la bagnate col vino e fate evaporare, salate e pepate e aggiungete un po’ concentrato. A metà cottura unite le cipolle e a tre quarti i funghi, regolando sempre i liquidi con il brodo. Prima di spegnerlo aggiungete del roux per addensare.

Ricordo che Cristian ha gradito, come tutti, e il ricordo di quel Natale sarà sempre legato a lui.

PASTA CON LE MELANZANE E RICOTTA SALATA

norma 1La Norma, in onore dei volontari siciliani, spesso preparata nelle nostre cene o vacanze è sempre gradita a tutti. Noi solitamente facciamo una variante, cioè non friggiamo le melanzane ma le tagliamo a tocchetti e le facciamo saltare in padella in abbondante olio evo. Preparare a parte un sugo con pelati, cipolla (meglio di Tropea e meglio se brasata), sale e un poco di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro. Una volta cotto unire le melanzane, del basilico fresco e fateci saltare la pasta (maccheroni o penne rigate che tengono bene il sugo), quindi spolverare con abbondante ricotta salata grattugiata (la meglio è quella di Randazzo che ci manda zia Maria Linda dalla Sicilia).

PORCHETTA

porchettaL’abbiamo presa già preparata, speziata e legata da chi sa come farla. Due bei maialini tutti rosa che abbiamo messo in forno ben cosparsi di olio e annaffiati di vino bianco. Lasciati in forno per circa 4 ore a fiamma bassa, avendo cura di bagnarli con il loro condimento parecchie volte per mantenere la cotenna tenera. Sicuramente c’è chi la sa cucinare meglio di noi, ma devo dire che tutti hanno gradito. Ah, dimenticavo, eravamo quasi in 100!